Area Archeologica Torre Sant'Anna

domenica 8 gennaio 2012

Tale zona è oggi, oggetto di scavo archeologico da parte della Soprintendenza dei Beni Archeologici del Molise e l’Università La Sapienza di Roma.

Nell’area è rimasta parzialmente in vista una struttura in opera cementizia su podio,a pianta quadrata, identificabile con un probabile edificio di culto. Di questo edificio è stato evidenziato solamente un limitato settore. Tutta la struttura reca tracce di rifacimenti e diversi adattamenti.

Anteriore a tale struttura, è invece la domus, situata adiacente alla stessa struttura. Consiste in un grosso atrio pavimentato in ciottoli policromi, con impluvio in mosaico policromi con decorazione vegetale e marina (Mosaico del Polpo).

Attorno all’atrio, danneggiati, ci sono piccoli ambienti adibiti ad abitazioni, uno dei quali conserva ancora l’originario pavimentazione in cocciopisto decorato da un motivo punteggiato; sono presenti dei vani che consentono la comunicazione con l’atrio, uno di questi presenta ancora la soglia litica con cardine in bronzo.

Adiacente a questo ambiente, è presente un altro ambiente a probabile destinazione pubblica, a pianta rettangolare rettangolare, pavimentato in mosaico bicromo (Mosaico Absidato).

Negli ultimi anni sono stati rinvenuti anche la statua della testa dell’Imperatore Antonino Pio con il basamento della colonna su cui era posta l’intera statua, un’iscrizione riferita alla gens Vibia, illustre famiglia larinate che ha espresso tra l’altro il console Vibius Postumus (lo stesso dell’epigrafe rinvenuta, collega nel 5 d.C. di Ateio Capitone). Sono in corso studi sull’orientamento del Foro rispetto ad altri edifici pubblici, quali le Terme e l’Anfiteatro. Sono state riportare alla luce ulteriori strutture murarie in opus reticolatum. è stata messa in evidenza la stratigrafia relativa alle diverse epoche interessate dall’insediamento. In particolare il prof. Lippolis, ipotizza in corrispondenza del Campus Juventutis un successivo reimpiego dell’area per scopi amministrativi in seguito al terremoto del 346, epoca coincidente con la generale crisi dell’Impero e, dunque, anche delle diverse municipalità tra cui Larino. Sono state trovate evidenze di botteghe a testimonianza della vocazione commerciale del sito in epoche diverse.

 

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